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giovedì 12 dicembre 2019
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Autorizzazione allo Scarico in Pubblica Fognatura di Acque Reflue Industriali

In questa pagina si può scaricare tutta la modulistica per la richiesta di Autorizzazione allo Scarico in Pubblica Fognatura di Acque Reflue Industriali.

Ferme restando le disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale il DL 9 Febbraio 2012 n. 5, conv. con modif. in L. 4 aprile 2012 n.35 al fine di semplificare le procedure e di ridurre gli oneri per le piccole e medie imprese e per gli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di AIA, ha previsto (art. 23) che con apposito regolamento venisse disciplinata una specifica autorizzazione unica ambientale e venisse disposta la semplificazione degli adempimenti amministrativi alle suddette imprese ed impianti.

Il regolamento in questione è stato emanato con DPR 13 marzo 2013, n. 59.

Esso disciplina l’autorizzazione unica ambientale (AUA) che va a sostituirsi ai seguenti titoli abilitativi al cui rilascio, formazione, rinnovo o aggiornamento sono assoggettati i gestori di impianti:

1)      Autorizzazione agli scarichi (Capo II, titolo IV, sezione II, Parte Terza Dlgs 152/2006);

2)      Comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica di talune acque di cui all’art. 1123 del Dlgs 152/2006;

3)      Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’art. 269 del Dlgs 152/2006;

4)      Comunicazione o nulla osta acustico di cui all’art. 8, comma 4 o comma 6, della L. 447/1995;

5)      Autorizzazione all’uso dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’art. 9 del Dlgs 99/1992;

6)      Comunicazione in materia di rifiuti di cui agli artt. 215 e 216 del Dlgs 152/2006

Il relativo provvedimento è rilasciato dall’Autorità competente attraverso lo sportello unico per le attività produttive (SUAP) su richiesta del gestore degli impianti di cui sopra.

L’autorizzazione contiene tutti gli elementi previsti dalle normative di settore per autorizzazioni e gli altri atti che sostituisce.

 

NEWS PER GLI SCARICHI MINORI

A seguito riordino quadro normativo operato dalla Deliberazione della Giunta Regionale N.1196 del 16/10/2017 pubblicata sul BUR del 30/10/2017 e successiva DGR N. 1278 del 30/10/2017 è stato modificato l’art. 28 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano di Tutela delle Acque approvato con DAALR 145/2010 (PTA) recante “Norme sulle acque reflue assimilate alle domestiche”. La novità più importante riguarda gli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche in pubblica fognatura, infatti in alcuni casi non è più obbligatorio, ma è facoltà dell’impresa, richiedere l’autorizzazione unica ambientale (AUA) ai sensi del DPR 59/2013.

Nello specifico il comma 1 dell’art. 28 delle NTA del PTA  è stato così modificato:

“1. In attuazione dell'art. 124, comma 3, del d.lgs. 152/2006, gli scarichi delle acque reflue assimilate alle domestiche:

a. al di fuori della pubblica fognatura devono essere autorizzati ai sensi dell'art.124, comma 1, del medesimo decreto legislativo e del DPR 59/2013;

b. in pubblica fognatura sono ammessi, previa comunicazione presentata allo SUAP ai sensi del DPR 160/2010, resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e nel rispetto dei regolamenti del SII approvati dagli EGATO;

 

ed è stato introdotto un nuovo comma:

 

1 bis. In applicazione dell’art.3 del DPR 59/2013:

a. nel caso in cui l’impianto abbia un solo scarico di acque reflue assimilate alle domestiche in pubblica fognatura è fatta salva la facoltà del gestore dell'impianto di avvalersi dell’autorizzazione unica ambientale (AUA) per il titolo di cui all’art.3, comma 1, lett. a, dello stesso DPR 59/2013;

b. nel caso in cui sia necessaria l’autorizzazione unica ambientale (AUA) per gli altri titoli di cui all’art. 3, comma 1 dello stesso DPR 59/2013 la dichiarazione per lo scarico di acque reflue assimilate alle domestiche in pubblica fognatura, deve essere ricompresa nella stessa AUA.”

 

Pertanto qualora si rientri nel caso di “acque reflue assimilate alle domestiche” ai sensi del citato art. 28 (ad esempio: centri e stabilimenti per il benessere fisico, saloni di parrucchiere, istituti di bellezza,----ristoranti, mense ed attività simili in genere, …etc.. rimandiamo all’art. 28) dovrà essere inoltrata comunicazione al SUAP del Comune di competenza dell’impianto, ai sensi del DPR 160/2010 resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nel rispetto del Regolamento del SII.

In allegato il modello da compilare completo di tutti gli allegati.

La comunicazione, una volta ricevuta da Acquambiente Marche Srl, è soggetta comunque all’approvazione, approvazione con prescrizione, o diniego da parte di Acquambiente Marche Srl che effettuerà un sopralluogo e verifica di quanto dichiarato.

 

E’ infine utile ricordare che:

-           le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità temporale delle certificazioni che sostituiscono (art. 48 DPR 445/2000); pertanto ai sensi dell’art. 47 della LR 10/1999 tali dichiarazioni si intendono valide per un periodo di quattro anni e vengono tacitamente rinnovate ad ogni successiva scadenza;

-           l'articolo 71 del già citato decreto, stabilisce che le amministrazioni sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione, e in tutti i casi in cui sorgono fondati dubbi, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47 dello stesso decreto e secondo le modalità previste dall'articolo 43. Se le dichiarazioni presentano delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d'ufficio, ma non costituenti falsità, il funzionario competente (Gestore del SII) a ricevere la documentazione informa l'interessato dell'irregolarità perché provveda alla regolarizzazione o al completamento della dichiarazione.

 

 

 

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